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sabato 26 dicembre 2015

Un pomeriggio con Elmar Lener

Solidarietà.
Ascoltiamo e leggiamo questa parola ormai ogni giorno, appellandoci alla necessità di restare umani di fronte alla tragedia dei migranti che sfuggono dalle zone di guerra. Giusto, giustissimo. Perché chi soffre va accolto a braccia aperte e aiutato.
Il timore è, tuttavia, che la solidarietà sia “mediatica”, ovvero generata, nutrita e rafforzata dai riflettori della stampa e, di conseguenza, dei social network. Nonché dai voleri o dalle lamentele della politica.
Sì, perché esistono tante, troppe storie di poveri che quotidianamente lottano per la sopravvivenza, dimenticati dallo Stato, tralasciati dalla stampa e, quindi, inesistenti per la massa.
Eppure, spesso vivono in mezzo a noie incrociamo i loro sguardi mentre passeggiamo per le vie del centro dellenostre città; magari ci chiedono perfino un aiuto, tendendoci la mano con la speranza di qualche spicciolo in forza della misericordia, ricevendo un no secco, perché ci “disturbano” mentre andiamo al lavoro o stiamo trascorrendo qualche momento spensierato.
Uno di questi poveri si chiama Elmar Lener: Bolzanino di 60 anni e vive a Toscolano Maderno, in provincia di Brescia. O almeno, prova a vivere da solo in un tugurio di due metri quadrati, dove il bagno ha bisogno di essere spurgato a mano; dove l’acqua non è corrente ma deve riempire una cisterna con i bidoni da 25 litri; dove la dispensa è un piccolo quadrato in legno con due scaffali; dove il soggiorno e la stanza da letto sono la stessa cosa.
Io stesso ho potuto assistere (2 video dell’incontro sotto all'articolo) di persona a quello che di fatto èun cittadino abbandonato dallo Stato, abbandonato da quelle istituzioni che dovrebbero tutelare le persone in difficoltà, invece ho potuto assistere alla sconfitta della societàItaliana dove le municipalitàcoinvolte fanno a gara per scaricare quel “barile” scomodo, ingombrante solo perchéchiede tutele, un lavoro e la serenitàche ogni uomo, a sessant’anni, avrebbe il diritto di pretendere.Elmar non ha un lavoro ed è stato sposato con una donna che, nonostante una sentenza, da oltre un anno non riceve l’assegno di 100 euro mensili.
E c’è un elemento in più che rende questa storia ancora più triste: luomo è un disabile.
Sì, purtroppo Elmar nel 1981 è stato vittima di un incidente stradale: al rientro da un matrimonio, ebbe un mancamento e uscì di strada con la sua auto, piombata in un fosso. Elmar, invece, sbalzò fuori dal veicolo e finì contro un palo della luce, sbattendo così violentemente la testa da restare in coma per quattro mesi. A causa di ciò, l’uomo fu riconosciuto invalido con la percentuale del 75%.
Nel 1986 Elmar fu impiegato presso un’azienda di Brugherio, in provincia di Monza e della Brianza e fu licenziato, insieme a tanti altri, nel 2006. “Denunciai la ditta - ha raccontato Elmar - e il giorno del processo la giudice condannò la ditta a pagarmi 30mila euro, oltre la liquidazione”. Somma con cui ha perfino estinto un mutuo acceso dalla moglie.
Successivamente, però, il rapporto con la donna si logorò a tal punto che nel 2011 ci fu la sentenza di divorzio, con tanto di obbligo per la ex consorte di un assegno di mantenimento di 100 euro (non elargito da un anno, come scritto).
Soldi che vanno aggiunti ai 268 euro ricevuti ogni mese dallINPS per il suo stato di disabilità, ovviamente insufficienti per una vita degna di questo nome.
Ecco perché Elmar (che, nel frattempo, ha perso anche la capacità di muovere il braccio destro) oggi vive in quel tugurio di Toscolano Maderno: un edificio costruito abusivamente sulla parete della montagna dal padre nel 1962, privo di acqua corrente e di sistema fognario.
Di lui si è perfino occupato la redazione di “Pomeriggio Cinque”, il famoso programma di intrattenimento pomeridiano condotto da Barbara DUrso ma non è servito a nulla: eccetto qualche isolato gesto di solidarietà privata, non si è smosso niente e nessuno per aiutarlo in maniera concreta e definitiva.
E, con quest’articolo, si spera che le istituzioni si sveglino e diano a Elmar la possibilità di una vita come si deve. Non perché lo Stato deve palesare la propria solidarietà ma perché è la Costituzione che lo pretende.
Gian Piero Robbi
http://lavocedeltrentino.it/index.php/social-mente/22282-un-pomeriggio-con-elmar-lener


                                 i video  sono  di Gianpiero Robbi



2 commenti:

  1. è vergognoso che diano case agli immigrati e non ad un cittadino italiano bisognoso come te, comunque ammiro la sobrietà del tuo alloggio , la vista è bellissima, ma non si puo' vivere li solo per la vista lago.....

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